Biancoverdi sotto-schock: 0-6
DIEGO: 3.5 Esordio tra i pali stagionale dopo l’infortunio al polso subito nel derby “amichevole” pre-campionato. A battezzarne il rientro è un velleitario pallonetto da metà campo di Marchini che avrebbe potuto impensierire, al massimo, un ragno che avesse tessuto la tela nei paraggi della rete. In quei interminabili secondi il numero 1 biancoverde è come se fosse tornato indietro di qualche ora, rimesso un costume degno della notte di Halloween, ovvero quello del boia che decapita morale e speranze della squadra. A dare speranza sono i suoi riflessi prontissimi, come dimostra durante l’aperitivo scattando in piedi nel momento in cui un bicchiere pieno di vin bianco gli si rovescia accanto. Smarrito
DEPE: 5. È da applausi quando nel primo tempo sradica più volte la palla dai piedi di Marchini con interventi in scivolata o con tentacolari recuperi. Si perde completamente in fase offensiva e si intestardisce con lanci dalla lunga distanza di cui però dovrebbe essere destinatario e non mittente. Confusione
SPUD: 4.5 Quando finalmente si autocontrolla negli anticipi si mortifica del tutto e lascia alla pur brava punta avversaria completa libertà di azione e movimento. Troppo spesso lasciato solo nell’1 contro 1 si difende bene, ma su di lui pesano le colpe del primo gol. Neutralizzato
ZIANO: 5.5 Peccato si sia fatto scartare di netto dal solito Marchini in occasione dell’assist del 3 a 0 senza trovare almeno un fallo per stoppare l’azione. Per il resto una partita di contenimento nella quale non risparmia qualche intervento più che deciso e nella quale non può far registrare sortite offensive per colpa dei compagni che non lo servono quando si fa trovare libero nel corridoio sinistro, altro problema storico. Invisible man
BETO: 5 Al limite del ricovero in psichiatria la scelta di sprecare una comoda punizione dal limite con una giocata in combinazione con la punta di giornata.. Per il resto è uno dei meno assenti, ma non regala nemmeno una delle sue giocate illuminanti. Black out.
MACHO: 5.5 Grintoso come sempre ma impreciso come mai fino ad ora, è come un leone ingabbiato che non può sprigionare la sua forza e le sue doti nella zona di campo in cui fa la differenza, come gli allenamenti dimostrano. Nel primo tempo si fa in 4 per servire Ale ma rischia l’esaurimento nervoso quando i suoi sforzi vengono puntualmente mortificati. Imprigionato.
ALE: 3.5 Condanna i compagni ad un travaso di bile causa rabbia e isteria collettiva che scatena con la sua assenza di grinta. Avrebbe tutti i mezzi per far meglio ma appare poco votato al sacrificio, al punto che fa sembrare il suo marcatore (che faceva la riserva nel cavaione degli anni peggiori) in una sorta di Franco Baresi. Indisponente.
LUCA: 5 Quando entra è oramai troppo tardi per cercare di invertire la rotta e gli avversari sono già tutti arroccati nelle proprie postazioni. Impalpabile.
RICKY: 5 Le mutande che indossa dopo la doccia sintetizzano la giornata della squadra: un circo. Moira Orfei
MANU. 5 Scalpita come un cavallo dopato prima dell’abbassamento dei cancelletti di partenza del Palio di Siena mentre è costretto ad assistere dalla panchina una delle più nere pagine della storia biancoverde. Nei pochi minuti a disposizione riesce solo a regolare i conti con qualche avversario troppo chiacchierone prima di cadere nella frustrazione totale degli ultimi due gol. Bava alla bocca.
PANI: 6. Gioca pochi scampoli di gara nel finale senza trovare un senso alla giornata. Quando entra negli spogliatoi è lui a suonare la sveglia ed è l’autore al sottotitolo di questa pagina. Lui che ultimamente non riesce a trovare la sua condizione migliore in partita e che sembra divertirsi meno di solito agli allenamenti, è quello che ci mette il faccione negli spogliatoi per suonare la carica. Trombettiere e pistolero (e pistolatore)
DONA: 3.5. Il modulo a due difensori comparirà lunedì sera su rai 3 a “Chi l’ha visto?”. Non è certo questo il motivo della sconfitta odierna, ma è una di quelle scosse che potrebbero arrivare e non arrivano e che permetterebbe ad esempio di spostare Macho in fascia (visto che agli allenamenti e alla prima giornata col Truccazzano ha dimostrato di fare la differenza in quella zona), visto che mezzo al campo rende quasi come Nicola trequartista. Vero che se si facessero i gol quando sembrano già fatti e se non bastasse un’azione offensiva avversaria per farci gol tutti i discorsi sarebbero secondari, ma dal momento che questo non accade occorre che chi si trova al timone provi a mischiare le carte, facendo cambi più tempestivi (di moduli, dalla panchina o almeno aggiustando i 7 in campo) come col Cavaione, e non aspettando che il suicidio di massa si concretizzi. Nell’aperitivo qualcuno ipotizzava di allungare gli allenamenti per poter fermare la partitella e correggere o far prendere coscienza dei movimenti sbagliati e correggerli. Astensionismo.
CAGLIO: 8. Entrato finalmente in possesso della tessera del tifoso si ripresenta in curva e dimostra il suo spirito di appartenenza nonostante la debacle partecipando da protagonista all’aperitivo disputato fuori casa. Cuore.

