Nello one man show di Truccazzano parte con una sconfitta la stagione biancoverde
V come Vergogna
Gli uomini di Dona raggiungono il pari nonostante l’inferiorità numerica ma sono puniti da un rigore fantasma allo scadere
V come Vergogna
Gli uomini di Dona raggiungono il pari nonostante l’inferiorità numerica ma sono puniti da un rigore fantasma allo scadere
NICK: 6.5 Si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con un fisico mai stato così asciutto, e si vedono subito i vantaggi nella reattività e nel dinamismo. Qualche colpa su un gol nel secondo tempo ma per il resto è una garanzia. Libellula
RICKY: 7 Esordio in biancoverde con tanta personalità e sicurezza. Piazzato sulla sinistra argina Lamouchi e ogni altro avversario. Ha carattere da vendere e il suo temperamento contribuisce a rendere più sanguigno lo spirito di squadra. Condottiero
SPUD: 6.5 Una delle sue giornate più difficili perché chiamato a cercare di contrastare uno a cui potrebbe guardare negli occhi solo salendo in cima ad una scala a pioli. Se il gigante è anche un ottimo giocatore che si aiuta con astuzia, esperienza e la complicità di un proto-arbitro la frittata è fatta. Rimedia un cartellino giallo nei primi minuti e soffre per quelli restanti. Mal di testa.
DEPE: 6.5 Eccezion fatta per l’idea geniale di ritirare la squadra dopo il fischio del rigore, azione che avrebbe comportato pesanti conseguenze disciplinari, disputa una gara dignitosa contro uno dei terzini migliori del campionato. Galliani.
CAPPE: 7.5 Esordio con gol, e che gol, che sblocca il risultato. Gara elegante ed efficace giocata con personalità. Si segnala subito con una verticalizzazione improvvisa che pesca Pani davanti al portiere. Lumierè
MACHO: 8.5 Dal primo all’ultimo secondo è una furia agonistica che non molla mai di un centimetro avversari e palloni: se Fabiano Giunta era El Tractor, Macho non può esser che un Mietitrebbia. Quando con l’amico Luca viene mandato a fare sfaceli nell’area avversaria, ricordano York e Cole del Manchester United degli anni ’90. Calipso Boy.
PANI: 7 Prima di esser abbattuto dalla contraerea avversaria (che però finisce in ospedale, mentre lui si gode poi la partita dalla panchina) fa in tempo a battezzare il suo ritorno sui campi dopo l’operazione al ginocchio con uno splendido assist e varie sportellate col diretto marcatore. Black Hawk Down
MONE: 6.5 è la cartina di tornasole. Per la prima volta dopo 20 anni di onorata carriera si sente la sua voce alzarsi per lamentarsi con l’arbitro. Prova del 9.
LUCA: 7 Entra nervoso e meno lucido del solito. Poi col passare dei minuti cresce e quando viene spostato a fare la prima punta risulta incontrollabile. Da standing ovation il bolide che insacca su punizione che ha fatto venire l’infarto anche alla gente che guardava la partita dal balcone del palazzo dietro il campo, timorosi di perdere così la propria casa. Demolition man.
BETO: 6.5 Dopo mesi tormentati da fastidi muscolari e dipendenza da poker torna in una gara ufficiale e lo fa con grinta, aggiungendo alle sue giocate eleganti tanta grinta e lotta. Poker Face.
ZIANO: S.V. All’ennesima palesemente scriteriata decisione dello pseudo-direttore di gara scoppia il finimondo tra insulti, ingiurie e invettive. Paga per tutti il capitano, reo di aver imitato il gesto della faccia che faceva da logo alla mozzarella Invernizzi una ventina di anni fa. Colpevole d’innocenza.
ARBITRO: s.v. purtroppo non c’è stato nessun arbitro degno di tale nome a dirigere la partita. Impossibile quindi dare una valutazione agli assenti,
RICKY: 7 Esordio in biancoverde con tanta personalità e sicurezza. Piazzato sulla sinistra argina Lamouchi e ogni altro avversario. Ha carattere da vendere e il suo temperamento contribuisce a rendere più sanguigno lo spirito di squadra. Condottiero
SPUD: 6.5 Una delle sue giornate più difficili perché chiamato a cercare di contrastare uno a cui potrebbe guardare negli occhi solo salendo in cima ad una scala a pioli. Se il gigante è anche un ottimo giocatore che si aiuta con astuzia, esperienza e la complicità di un proto-arbitro la frittata è fatta. Rimedia un cartellino giallo nei primi minuti e soffre per quelli restanti. Mal di testa.
DEPE: 6.5 Eccezion fatta per l’idea geniale di ritirare la squadra dopo il fischio del rigore, azione che avrebbe comportato pesanti conseguenze disciplinari, disputa una gara dignitosa contro uno dei terzini migliori del campionato. Galliani.
CAPPE: 7.5 Esordio con gol, e che gol, che sblocca il risultato. Gara elegante ed efficace giocata con personalità. Si segnala subito con una verticalizzazione improvvisa che pesca Pani davanti al portiere. Lumierè
MACHO: 8.5 Dal primo all’ultimo secondo è una furia agonistica che non molla mai di un centimetro avversari e palloni: se Fabiano Giunta era El Tractor, Macho non può esser che un Mietitrebbia. Quando con l’amico Luca viene mandato a fare sfaceli nell’area avversaria, ricordano York e Cole del Manchester United degli anni ’90. Calipso Boy.
PANI: 7 Prima di esser abbattuto dalla contraerea avversaria (che però finisce in ospedale, mentre lui si gode poi la partita dalla panchina) fa in tempo a battezzare il suo ritorno sui campi dopo l’operazione al ginocchio con uno splendido assist e varie sportellate col diretto marcatore. Black Hawk Down
MONE: 6.5 è la cartina di tornasole. Per la prima volta dopo 20 anni di onorata carriera si sente la sua voce alzarsi per lamentarsi con l’arbitro. Prova del 9.
LUCA: 7 Entra nervoso e meno lucido del solito. Poi col passare dei minuti cresce e quando viene spostato a fare la prima punta risulta incontrollabile. Da standing ovation il bolide che insacca su punizione che ha fatto venire l’infarto anche alla gente che guardava la partita dal balcone del palazzo dietro il campo, timorosi di perdere così la propria casa. Demolition man.
BETO: 6.5 Dopo mesi tormentati da fastidi muscolari e dipendenza da poker torna in una gara ufficiale e lo fa con grinta, aggiungendo alle sue giocate eleganti tanta grinta e lotta. Poker Face.
ZIANO: S.V. All’ennesima palesemente scriteriata decisione dello pseudo-direttore di gara scoppia il finimondo tra insulti, ingiurie e invettive. Paga per tutti il capitano, reo di aver imitato il gesto della faccia che faceva da logo alla mozzarella Invernizzi una ventina di anni fa. Colpevole d’innocenza.
ARBITRO: s.v. purtroppo non c’è stato nessun arbitro degno di tale nome a dirigere la partita. Impossibile quindi dare una valutazione agli assenti,

